BLOGGER TEMPLATES AND TWITTER BACKGROUNDS

dissabte 29 de novembre de 2008

Intervista ad Antonio Incorvaia. Generazione 1000 euro

“…E poi ci si scandalizza se nei sondaggi il 60% dei giovani dichiara di preferire il posto fisso, ancorché noioso, a quello dei sogni. Per amare il rischio bisognerebbe non aver conosciuto la sicurezza: soprattutto non averla perduta” Massimo Gramellini, rubrica “Buongiorno” de La Stampa.

Gli autori di "Generazione mille euro

Nella saletta di Cova, in via Montenapoleone a Milano, è difficile trovare una persona normale. Ai tavolini con vaso d’argento porta peonie, stamattina, sono seduti ricchi giapponesi, una ragazza
somigliante a Romina Junior, due simil pr con borsa Hermes che discorrono in inglese. Veglia su tutti un grande lampadario di antica memoria ed il cameriere, impeccabile nella sua divisa. Come sottofondo la versione strumentale di “O sole mio”. Cosa ci fa qui, uno come Antonio Incorvaia, l’autore, insieme ad Alessandro Rimassa del libro “Generazione Mille Euro”? In questa via, con mille euro, non compri neanche una carrozzina (costa infatti 1.450). La spiegazione è semplice: ci siamo dati appuntamento da Cova, perché, ogni tanto, bisogna fare uno strappo alle regole,
buttare via la calcolatrice e concedersi il piacere di un caffè caro ( 5 euro) in un posto da ricchi o di presunti tali.

Buongiorno Antonio. Dopo aver bevuto in due minuti un cappuccino da 6 euro, possiamo iniziare l’intervista: ti sei fatto conoscere per il sito www.generazione1000.com, ed il reality book che, pubblicato a dicembre 2005, in pochi mesi è stato scaricato da quasi 25.000 persone. Dove hai conosciuto

Alessandro Rimassa e com’è nata l’idea del sito?

Antonio Incorvaia: ho conosciuto Alessandro lavorando insieme al programma televisivo Trend
nel 2002. Abbiamo capito di avere delle affinità creative, nonostante le diversità caratteriali. Avevamo sempre avuto il progetto di realizzare un’idea insieme. Nell’ottobre 2005, lui ha letto un articolo su El Pais sulla generazione di giovani che percepiscono (se va bene) 1000 euro mensili e mi ha proposto di lavorarci su. Ho accettato, perché è una condizione che vivo in pieno, e per far emergere, finalmente, questo aspetto della nostra società.

Alessandro per chi lavora?
A.I. lavora per MTV, nella redazione del telegiornale, come co.co.pro, ed ha una serie di altre collaborazioni, come giornalista free lance.

La tua gavetta: appartieni anche tu alla generazione “gavetta forever”? Ma sta gavetta, quindi, NON finirà mai per i milleuristi?
A.I. dovrebbero dircelo quelli che si sono lavati spesso la bocca con la parol
a “formazione”. La formazione è sicuramente importante, ma ci sono due problemi. Primo: non è giusto che non venga riconosciuto il tuo titolo di studio quando t’immetti sul mercato del lavoro e che ti chiedano l’esperienza. Dovrebbero assumerti in quanto laureato, (anche gratis per un certo periodo), e permetterti di fare esperienza. Secondo: se io accumulo esperienze flessibili, queste devono valere. La mia gavetta è stata flessibile. Ho lavorato in stage gratuito in uno studio di grafica, poi a Jumpy, ho iniziato un master finanziato dall’UE mentre collaboravo con Trend. Finita questa esperienza ho scritto per diversi giornali. Il mio profilo, sul mercato, potrebbe corrispondere al classico lavoratore flessibile che le aziende cercano. In pratica: io ho esperienze temporanee, circostanziali e quando mi sono presentato ai colloqui, mi hanno chiesto perché non riesco a tenere un lavoro per più di sei mesi. Facile: perché il contratto è di sei mesi finiti i quali rimango a casa. In più non è vero che la flessibilità sia riconosciuta come un merito.

Riesci a vivere con stipendio da giornalista? Dai una risposta a quanti pensano che ci si arricchisca a scrivere per i giornali.
A.I. nel mio caso, fare il giornalista free lance, dovrebbe significare: più riesci a scrivere, più di danno da scrivere e più guadagni. In realtà si tratta di sommare tante retribuzioni molto piccole, a fronte di impegni onerosi (tempo, uso dell’auto, costo dei pasti etc..). Spesso passo intere giornate davanti al computer e mi ritrovo a fine mese, con uno stipendio instabile sui 650-700 euro, a volte anche meno. Se non appartieni ad un ordine, che tu abbia un anno di esperienza, o venti, non fa differenza. Non sei tutelato e magari vieni pagato dopo nove mesi. Il grave è che
questa situazione viene presentata come normalità, non come anomalia.

Torniamo al sito: come l’avete pubblicizzato? Come siete riusciti a catturare l’attenzione dei media (in particolare quelli esteri, più abituati ad intercettare le novità), quando la rete pullula di blog e testi scritti da giovani precari?
A.I. dare una spiegazione logica e razionale è impossibile. Non abbiamo studiato nessuna strategia. La sensazione è questa: abbiamo presentato la questione sotto un’ottica mai pensata. Attraverso un romanzo generazionale che spalancasse le porte al lato emotivo, lasciando perdere le solite statistiche ed il lato “commiserativo” di chi si lamenta della situazione che sta vivendo ma non muove un dito per cambiarla. Io ed Alessandro abbiamo voluto dimostrare che,
imboccandosi le maniche, le idee si realizzano, nonostante le difficoltà, unendo alla denuncia sociale un atteggiamento più ironico, propositivo e collettivo.

Il 7 giugno 2006 è uscito il vostro libro, edito da Rizzoli. Complimenti! Avete bruciato i tempi con un processo inverso: il libro on line il 13 dicembre 2005 e pubblicato dopo sei mesi con casa editrice di tutto rispetto. Non è molto italiana questa velocità?
A.I. penso sia un’altra testimonianza del potere che hanno i nuovi media sulla società globale. Esempi simili sono: Donnie Darko al cinema e gli Artick Monkey su myspace. L’interesse che ha generato il nostro sito, è una testimonianza di come un movimento nato dal basso, attraverso internet, susciti più attenzione del mandare un testo piuttosto che una canzone alle case editrici o
discografiche. Inoltre è stato l’unico modo che avevamo per raggiungere il pubblico che volevamo raggiungere e ci ha permesso di andare più in là, essendo presente nel web un numero infinito di lettori.

Se vi chiamassimo a presentare il libro, verreste a Pinerolo?
A.I. bè certo, se ci chiamaste verremmo volentieri.

Se il marito della De Filippi ti chiamasse come ospite nel suo nuovo show pomeridiano, andresti?
A.I. ci avevano chiamato dalla redazione di Costanzo. Ma da un giorno all’altro, per andare a Roma. Non potevamo andare né io né Alessandro, quindi non s’è fatto nulla.

Italia 2008, per i giovani: fotografala con 3 aggettivi.
A.I. continua ad essere stagnante, anacronistica e illusoria.

Qualche spunto da fornire ai nostri politici, per dare loro una mano a risolvere il problema del precariato (che, in numeri, corrisponde a 4 milioni di persone in Italia).
A.I. abbiamo messo on line, da qualche mese, una petizione indirizzata all’on. Damiano. In rappresentanza della community "Generazione Mille Euro" abbiamo scritto la lettera, per
proporre al Ministro del lavoro e della Previdenza Sociale, una serie di riforme all'attuale Legge 30 che possano contribuire a risolverne gli aspetti critici e a garantire così un futuro più sereno ai lavoratori italiani. Per ora siamo a più di 1000 firme. Invito tutti quelli che vivono e sentono il problema del precariato ad andare sul sito e firmare.

E per finire: come ti vedi tra vent’anni? Sempre in Italia o pensi di andartene prima o poi?
A.I. non penso che la fuga sia la soluzione ai problemi. Mi piacerebbe vedermi con una stabilità che adesso manca. Non mi vedo sistemato dal punto di vista della carriera, ma vorrei non dover rincorrere qualcosa che ho la sensazione di non ottenere mai. Vorrei poter gestire in maniera tranquilla il mio budget e tempo, senza dover spendere 24 ore sul computer per essere pagato 20 euro per un articolo. Cerco di vedermi in modo positivo ed ottimistico. Questo mi aiuta a fissare un obiettivo, a cercare di realizzarlo, rimboccandomi le maniche.

Chi è? Antonio Incorvaia
Nato il 22/05/1974 a Milano
Vive a Milano
Titolo di studio laurea in Architettura
Professione giornalista free lance
Film preferito Donnie Darko di Richard Kelly
Mania personalizzare il cellulare
Hobby tennis, cinema, navigare su internet
Siti internet www.bottomfioc.net www.generazione1000.com (sul sito si trovano anche: forum, stickers, racconti di altri giovani milleuristi, la rassegna stampa internazionale, i dibattiti seguiti alla presentazione del libro in tutta Italia e molto altro ancora). Il sito internet di Alessandro: www.alessandrorimassa.com

Il libro “Generazione mille euro” di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, conta 168 pagine, costa 9.50 euro ed è edito da Rizzoli.

Intervista ad Antonio Incorvaia. Generazione 1000 euro
Erica Vagliengo
17/03/2008 08:39



0 comentaris: